La storia di Tonezza
Da piccolo borgo alpino a destinazione turistica: la storia di Tonezza del Cimone affonda le radici in un altopiano a circa 1.000 metri di quota, sospeso tra la Valle dell’Astico, le cime del Monte Cimone e dello Spitz, e l’apertura naturale verso l’Altopiano dei Fiorentini. Un territorio di confine, dove nei secoli si sono intrecciati passaggi, fatiche di montagna, cronache e racconti popolari.
Le origini: tracce antiche e prime comunità
I ritrovamenti sul territorio indicano presenze umane fin dalla preistoria, ma sono soprattutto alcune monete romane (con effigi di imperatori come Claudio e Alessandro Severo) a suggerire insediamenti organizzati sull’altopiano già circa duemila anni fa. dNel Medioevo il nome di Tonezza compare in documenti antichi (fine XIII secolo) e, secondo la tradizione locale, gli abitanti iniziarono a identificare le diverse aree del paese con nomi precisi: nacquero così le “contrà”, che ancora oggi raccontano la geografia umana del borgo.
Contrade, identità e leggenda delle origini
Tonezza è cresciuta per nuclei, piccole comunità e famiglie: le contrade sono la memoria viva del modo di abitare la montagna, fatto di vicinanza, lavoro condiviso e appartenenza. Questa struttura “a mosaico” è ancora oggi uno dei tratti più riconoscibili dell’identità tonezzana.
Accanto alla storia documentata, il paese conserva una leggenda fondativa molto amata: si narra che Tonezza sia nata dall’arrivo di sette briganti, fuggiti dalle prepotenze feudali e rifugiatisi sull’altopiano in cerca di libertà, dando vita alle sette contrade originarie: Boscato, Campana, Canale, Dalla Via, Dellai, Pettinà, Sella.
Tonezza “località climatica”: villeggiatura e Fogazzaro
Nei primi decenni del ’900 Tonezza inizia a farsi conoscere come località di villeggiatura, frequentata anche da famiglie della nobiltà vicentina. Tra i nomi legati al paese spicca Antonio Fogazzaro, che nel romanzo Piccolo mondo moderno identifica Tonezza con la suggestiva “Vena di Fonte Alta”, contribuendo a fissarne un’immagine letteraria e romantica. Questa eredità è ancora oggi parte del racconto del territorio, tra luoghi e memoria fogazzariana.
Il Novecento e la svolta della “Direttissima”: da paese d’altopiano a meta turistica
Come molte terre di frontiera, l’altopiano è stato segnato dalle vicende del Novecento: la Prima guerra mondiale ha inciso profondamente sul paesaggio e sulla vita delle comunità; negli anni successivi, la montagna torna a essere spazio di ricostruzione e ripartenza. Sul piano amministrativo, Tonezza diventa Comune nel 1924 e nel 1959 assume la denominazione completa di Tonezza del Cimone.
Il cambiamento decisivo arriva nel secondo dopoguerra con la realizzazione della strada detta “Direttissima”, che collega più rapidamente l’altopiano con Arsiero e il fondovalle, sostituendo le vecchie salite tortuose: un tracciato moderno, con gallerie e ponticelli. I lavori iniziano nel 1953 e l’opera viene inaugurata il 6 agosto 1961 dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Questo collegamento rende Tonezza più accessibile e ne sostiene lo sviluppo turistico, in estate e in inverno, fino a oggi: un paese dove la storia continua a vivere nelle contrade, nei percorsi e nei dettagli del paesaggio, tra Veneto e Trentino.