Sentiero dei Boscati

Sentiero dei Boscati

Descrizione del percorso

Partenza: Si parte dal piazzale adiacente ai campi da tennis o dal centro di Tonezza. Si procede in direzione sud, verso contrà Tezza, però, dopo la colonia San Paolo, si prende il sentiero in salita con indicazione contrà Campana.

Verso contrà Campana: Arrivati a lambire la strada comunale Costa-Campana, si imbocca il sentiero fogazzariano in discesa. Si attraversano i prati di contrà Tezza, ora in gran parte occupati da inutili piantagioni di abete rosso, e si entra nel bosco, dove arriva il sentiero un tempo utilizzato dagli abitanti di contrà Canale per portare al pascolo le vacche nella zona dei Boscati.

Il Bosco del Gigante: Poco più avanti si lascia sulla sinistra il sentiero per contrà Campana (che sarà percorso nell’itinerario successivo 6) e si procede a destra. Si intravede tra i grandi faggi il “Bosco del Gigante”, un tempo chiosco e luogo di incontro e di divertimento per i villeggianti; si lascia sulla destra il sentiero fogazzariano che continua in salita e si prosegue dritti.

Il sentiero arginato: Il sentiero, ben marcato e arginato, procede con leggera pendenza in un bosco prima di faggi e poi di abeti rossi. Dopo una ventina di minuti, quando il sentiero monta in piano, si apre una radura che dà l’idea dei prati e pascoli di una volta.

Le Stalle Boscati: Dove le lastre di ammonitico, che delimitano ora una piantagione di abeti rossi, fanno angolo, parte un sentiero che va a collegarsi con quello che da contrà Tezza porta ai Boscati. Si prosegue in piano sempre dritti, si passa vicino a delle stalle diroccate che con quelle che si incontreranno subito dopo fanno parte delle “Stalle Boscati”. Si è a 35 minuti dalla partenza.

Origine del cognome Boscato: Dal nome di questo luogo ha avuto origine il cognome Boscato, uno dei sette cognomi originari di Tonezza, il meno diffuso, data la pochezza delle sue origini, ed ormai portato da poche persone. Da qui trae origine anche la storia di Giovanni Battista Boscato, narrata in maniera delicata, documentata e sapiente da Eugenio Bucciol nel libro edito dalla Serenissima “Il soldato dell’imperatore”.

Il Viale degli Innamorati: Superato un giovane bosco di pecci, si incrocia il sentiero che da destra proviene da contrà Tezza, sulla sinistra si lascia invece un vecchio roccolo diroccato e, più sotto, un vecchio bunker della prima Guerra Mondiale. Si prosegue dritti in discesa. Il sentiero, in questo tratto “pavimentato” con ciottoli di porfido, ha perso la bellezza di qualche decennio fa, quando era affiancato da ambo i lati da stupendi larici (i villeggianti lo chiamavano “Viale degli Innamorati”).

Il Roccolo dei Fabiani: Il sentiero diventa una carrareccia che in piano gradatamente vira, lasciando sulla destra il cocuzzolo del Roccolo dei “Fabiani”.

Verso il Tènele: Partendo dalle Siese e arrivando al Tènele, questo settore del monte era un frequentatissimo luogo di passo degli uccelli migratori che da nord-est andavano a sud lungo le montagne. Qui i montanari avevano collocato i loro roccoli per la cattura autunnale, attività dalla quale traevano una discreta fonte di guadagno.

La strada forestale: Proseguendo per la carrareccia per qualche centinaio di metri si va ad incrociare la strada forestale che da Lain porta alla Busa Grande, dopodiché in cinque minuti si è sulla strada asfaltata contrà Campana-Monte Cimone, in località Busa Grande, a circa 50 minuti dalla partenza.

La calcara e il cinema Ardor: Si prosegue ora salendo lungo l’asfalto. Sulla sinistra si notano i resti di una calcara e vecchie cave di sassi a suo tempo usati per la costruzione di case e dello stesso palazzo del cinema Ardor di Tonezza, eretto nei primi anni cinquanta del secolo scorso.

Piazzale degli Alpini: Al tornante si riprende il sentiero che tra boschi di abeti rossi e faggi, dapprima musciosi e più avanti sassosi, porta ad un successivo tornante della strada asfaltata che sale al Cimone. Si segue quest’ultima e ad un certo punto si passa davanti allo sbocco del sentiero dell’itinerario 4 che viene da destra (sentiero CAI 536). Subito dopo si raggiunge una larga spianata, chiamata oggi Piazzale degli Alpini. Si è a quota 1109, a 70 minuti circa dalla partenza.

Verso l’Ossario: Dopo la fine del piazzale parte, a destra della strada, il sentiero già descritto nel percorso 4, segnavia CAI 536. Seguendolo, in 25 minuti si arriva alla lapide-monumento a ricordo dei Fucilieri della Carinzia.

Il Calderon o Bolgia delle Streghe: Poco più avanti ecco il sito storicamente importante del Calderon o Bolgia delle Streghe, avamposto, preso intensamente di mira dall’artiglieria italiana, dove gli austroungarici preparavano gli attacchi alla vetta o si difendevano dagli assalti italiani. Il sito è oggi assai interessante anche per l’accurata sistemazione di alcune trincee e postazioni di artiglieria.

Il cratere della mina: Più avanti, alla base della scalinata che porta all’ossario, ecco aprirsi il cratere della mina. Per avere un’idea della distruzione operata dall’esplosione del 23 settembre 1916, basti pensare che qui manca un pezzo di monte alto ventisei metri e largo cinquanta.

Il Sacello Ossario: Si salga al Sacello Ossario con il rispetto che la sacralità dei luoghi richiede. Si ammiri il panorama che da quassù spazia su tutti i quattro sacrari vicentini della Grande Guerra: dal Pasubio al Monte Grappa, passando per il Leiten di Asiago, sacrari che con il Cimone fanno parte del simbolo araldico della Provincia di Vicenza.

Ritorno: Per il ritorno si può utilizzare la stessa strada o seguire a ritroso l’itinerario successivo 6 o ancora, dopo il piazzale degli Alpini, seguire a sinistra l’itinerario 4 che porta (segnavia CAI 536) sino alle cave di Lain, e da lì poi scendere in centro a Tonezza per il sentiero fogazzariano.

Punti di interesse

Naturalistici:

  • Bosco del Gigante (grandi faggi)
  • Faggeta e boschi di abeti rossi
  • Radura con vista sui prati e pascoli storici
  • Roccoli per la cattura degli uccelli migratori

Storici:

  • Stalle Boscati (diroccate, origine del cognome Boscato)
  • Bunker della Prima Guerra Mondiale
  • Viale degli Innamorati (antico sentiero con larici)
  • Roccolo dei Fabiani
  • Resti di calcara e cave di sassi
  • Cinema Ardor di Tonezza (costruito con pietre locali negli anni ’50)
  • Lapide dei Fucilieri della Carinzia
  • Calderon o Bolgia delle Streghe (avamposto austroungarico)
  • Cratere della mina del 23 settembre 1916
  • Ossario del Monte Cimone

Panoramici:

  • Piazzale degli Alpini (quota 1109 m)
  • Sacello Ossario: vista sui quattro sacrari vicentini (Pasubio, Monte Grappa, Leiten di Asiago, Cimone)

Curiosità

  • Boscato: cognome originario di Tonezza, il meno diffuso dei sette cognomi originari, deriva dal nome di questo luogo
  • Giovanni Battista Boscato: la sua storia è narrata nel libro “Il soldato dell’imperatore” di Eugenio Bucciol
  • Viale degli Innamorati: così i villeggianti chiamavano il sentiero affiancato da stupendi larici, ora purtroppo scomparsi
  • Cratere della mina: l’esplosione del 23 settembre 1916 ha fatto sparire un pezzo di monte alto 26 metri e largo 50 metri
  • I quattro sacrari vicentini (Pasubio, Monte Grappa, Leiten di Asiago e Cimone) fanno parte del simbolo araldico della Provincia di Vicenza
  • I roccoli erano usati dai montanari per la cattura autunnale degli uccelli migratori, attività che garantiva una discreta fonte di guadagno

Consigli pratici

  • Periodo consigliato: Primavera, estate e autunno
  • Equipaggiamento: Scarponi da trekking, abbigliamento a strati, acqua sufficiente
  • Nota: Il percorso è privo di segnavia, seguire attentamente le indicazioni
  • Rispetto: Salire al Sacello Ossario con il rispetto che la sacralità dei luoghi richiede
  • Cartelli: Per riconoscere le circostanti montagne è bene guardare i cartelli indicatori posti nei punti di osservazione
  • Ritorno alternativo: Dopo il Piazzale degli Alpini, seguire l’itinerario 4 (CAI 536) fino alle cave di Lain e scendere per il sentiero fogazzariano
Numero percorso
5
Zona
Monte Cimone
Partenza
Piazzale adiacente ai campi da tennis o dal centro di Tonezza
Arrivo
Ossario del Monte Cimone
Quota partenza
977 m
Quota arrivo
1226 m
Dislivello
249 m
Tempo di percorrenza
Circa 3 ore e 30 minuti
Difficoltà
Percorso facile
Segnaletica
Privo di segnavia

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