Sentiero della Vena

Sentiero della Vena

Descrizione del percorso

Partenza dalla Pracca: Partenza dalla Pracca, l’incrocio della strada provinciale per i Fiorentini con la strada comunale che sale dalle contrade Grotti e Fontana. Per arrivare qui a piedi dal centro di Tonezza si segua l’itinerario 2.

Primo tratto: Si prende la stradina vicinale a sinistra del largo sentiero dei Tronconi e si prosegue tra i prati e pascoli sino ad un vecchio baito rimodernato che si supera passando sul davanti. Qui la strada si trasforma in viottolo che taglia di traverso vecchi campi di patate dismessi di cui però si notano ancora gli “àrdare” (argini, margini).

Val della Fontanella e Baiti del Monte di Sotto: Si passa la Val della Fontanella e in una decina di minuti si arriva ai baiti del Monte di Sotto, ormai diroccati ed abbandonati; una volta erano fienili e stalle.

Verso la Valle del Spisso: Il sentiero passa incerto tra i prati e punta dritto verso ovest dove, al limitare di un recente bosco di abeti, riparte più marcato e pianeggiante sino ad una stretta valle che scende dallo Spitz (Valle del Spisso). Si continua al limite inferiore di un grande pascolo (detto Maso) fino a raggiungere un sentiero da vacche che sale a destra.

Il Canale del Porsato: Questo sentiero è arginato con sassi da ambo i lati e porta ad uno slargo dove, incavato nella roccia, si trova il canale detto del “Porsato” (termine che molto probabilmente deriva dal medio alto tedesco “sot”, “pozzo” o con funzioni di pozzo). Siamo a trenta minuti dalla Pracca. Al Porsato si può arrivare più comodamente e con il medesimo tempo, percorrendo la strada asfaltata delle stalle del Monte e la strada bianca che continua dopo di esse. Questo vecchio abbeveratoio in pietra è abitato da piccoli tritoni ed ha sempre acqua che scorre.

Verso i Sabionei: Proseguendo per il sentiero, dopo 4-5 minuti si sbuca sulla strada bianca che dal Monte porta ai Sabionei. Dopo una trentina di metri in discesa parte sulla destra un sentiero. Prestare attenzione a questa deviazione.

Il versante della Barbarena: Dopo un tratto in salita, il sentiero gira a destra in piano, tagliando il versante della montagna che degrada ripido verso il torrente Barbarena. Dopo cinquanta minuti dalla partenza, alla fine del tratto pianeggiante, sulla sinistra, si vede una altana che i cacciatori usano per il controllo dei camosci e dei caprioli. Con una certa prudenza si può visitare lo sperone di roccia, godendo di ampie visioni sulle valli selvagge di Barbarena Bastarda e della Vena.

Panorama sul Campomolon e Melegnon: Il Campomolon ed il Melegnon incombono maestosi, con profonde incisioni simili a zampate di artigli, sembrano rapaci acquattati, pronti ad aggredire e a dominare tutto dall’alto.

La Val della Vena: Si riprende il cammino. Una leggera discesa e una breve risalita portano nel cuore della Val della Vena. La valle precipita stretta tra le rocce: a sinistra le ripide balze impraticabili del Melegnon e a destra un fitto bosco di faggi chiuso dalle pareti rocciose della “Sima dei Càturni”.

La salita a zig zag: Si sale a destra in mezzo alla faggeta con un percorso a zig zag che sembra non finire mai e che si deve percorrere con calma. In una trentina di minuti si esce sulla strada della Vena, al passo della Vena di Sotto. Sulla destra si leva la “Sima dei Càturni”. Al di là del passo, verso sud-est scende il sentiero dei Tronconi.

Ritorno: Per ritornare si segua a ritroso il sentiero dei Tronconi dell’itinerario 2. Esso riconduce alla Pracca, che si raggiunge dopo due ore circa di cammino.

Punti di interesse

Naturalistici:

  • Val della Fontanella
  • Valle del Spisso
  • Canale del Porsato con abbeveratoio abitato da tritoni
  • Valli selvagge di Barbarena Bastarda e della Vena
  • Faggeta nella parte alta del percorso
  • Possibilità di avvistare camosci e caprioli

Storici:

  • Baiti del Monte di Sotto (antichi fienili e stalle, ora diroccati)
  • Vecchi campi di patate con “àrdare” (argini) ancora visibili
  • Antico abbeveratoio in pietra del Porsato

Punti panoramici:

  • Sperone di roccia presso l’altana dei cacciatori: vista su Barbarena Bastarda e Val della Vena
  • Vista sul Campomolon e Melegnon
  • Passo della Vena di Sotto con vista sulla Sima dei Càturni

Curiosità

  • Porsato: il termine deriva probabilmente dal medio alto tedesco “sot”, che significa “pozzo” o indica funzioni di pozzo
  • Àrdare: termine dialettale per indicare gli argini dei vecchi campi di patate
  • Sima dei Càturni: il nome deriva dalla Coturnice, uccello non più presente sull’altopiano di Tonezza
  • L’abbeveratoio del Porsato è abitato da piccoli tritoni e ha sempre acqua che scorre
  • Il Campomolon e il Melegnon, visti dal sentiero, sembrano “rapaci acquattati, pronti ad aggredire e a dominare tutto dall’alto”

Consigli pratici

  • Periodo consigliato: Primavera, estate e autunno
  • Equipaggiamento: Scarponi da trekking, abbigliamento a strati, acqua sufficiente
  • Come arrivare alla partenza: Dal centro di Tonezza seguire l’itinerario 2 fino alla Pracca
  • Attenzione: Prestare attenzione alla deviazione dopo la strada bianca dei Sabionei (dopo 30 metri in discesa, parte sulla destra)
  • La salita finale: La salita a zig zag nella faggeta richiede calma, non avere fretta
  • Ritorno: Si consiglia di tornare seguendo a ritroso il sentiero dei Tronconi (itinerario 2)
  • Collegamento: Questo sentiero parte dalla Pracca, punto di arrivo dell’itinerario 2
Numero di percorso
3
Difficoltà
Medio - Alto
Luogo
Monte Spitz
Partenza
La Pracca (incrocio della strada provinciale per i Fiorentini con la strada comunale che sale dalle contrade Grotti e Fontana)
Arrivo
Passo della Vena di Sotto
Lunghezza
4 km
Dislivello
345 m
Quota partenza
1155 m
Quota arrivo
1500 m
Tempo di percorrenza
Circa 2 ore e 30 minuti
Segnaletica
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