Il Sentiero Fogazzariano è un itinerario che unisce natura e immaginazione: insieme al Sentiero delle Fontanelle è il percorso raccontato da Antonio Fogazzaro nel romanzo Piccolo Mondo Moderno. Camminarlo significa entrare in un paesaggio reale, ma anche in una geografia narrativa fatta di nomi suggestivi, punti panoramici e scorci che sembrano nati per essere ricordati.
La partenza dopo Villa Roi
Dopo la chiesa di Tonezza, poco oltre la villa dei Marchesi Roi (che nel romanzo viene chiamata Villino dei Faggi), si imbocca un sentiero che scende sulla destra verso Sud, tagliando prati e attraversando zone tra faggi e abeti rossi. Sul lato opposto si possono individuare luoghi dai nomi fantastici creati dal poeta: l’anfratto del Covile del Cinghiale e la Pentola degli Stregoni, che già da soli accendono la curiosità e fanno venire voglia di guardarsi attorno con più attenzione.
Il Chiosco del Gigante
L’ingresso del bosco è segnato da lastre di pietra. Passando accanto all’ex Chiosco del Gigante, si prosegue sulla sinistra e si sale fino ad attraversare una strada asfaltata: un passaggio breve, che introduce poi di nuovo nel ritmo più quieto del sentiero.
Dal capitello alla Fontana dei Noci
Raggiunto il capitello, il percorso devia a sinistra e in poco tempo conduce alla Fontana dei Noci. Da qui si sale sulla destra, si attraversa la strada e si riprende dall’altro lato lungo un tratto che risale fino a raggiungere la piana di Lain, aprendo gradualmente lo spazio e la luce del paesaggio.
Il Belvedere: il punto panoramico
Arrivati a un tornante, il sentiero continua in salita, dritto verso la sommità di un costone. Entrando nel bosco si gira a sinistra e, alla radura tra gli alberi, si apre una visione ampia su Monte Spitz, identificato nel romanzo come il Picco Astore. Proseguendo, si gira infine a destra in direzione delle cave del Lasse fino ad arrivare a un lastrone sporgente sul vuoto: oggi è protetto da una staccionata e arricchito da qualche panchina. È qui che si ammira la stessa vista che colpì Fogazzaro e che nel romanzo diventa scena e respiro per i due amanti, come se il paesaggio fosse un personaggio silenzioso.
Ritorno
Per tornare si può ripercorrere lo stesso itinerario, oppure scegliere una variante tra i molti sentieri che dalle contrade Sarcello e Pettinà ricollegano al centro di Tonezza, trasformando il rientro in un piccolo percorso su misura.
Nota utile
In caso di perdita del segnale GPS, è consigliato avere una cartina del Sentiero Fogazzariano scaricata sul dispositivo per viaggiare in sicurezza.